Infiltrazioni ecoguidate di acido jaluronico per l'anca

Infiltrazioni dell’anca: raggiungere con efficacia l’articolazione per trattare il dolore

Come per le altre articolazioni, le infiltrazioni dell’anca con acido jaluronico possono aiutare l’artrosi moderata dell’anca in trattamento conservativo.

L’artrosi moderata dell’anca può essere molto invalidante, manifestandosi con dolore profondo inguinale o gluteo che si accentua nel cammino. Spesso tale dolore limita la persona nella sua autonomia di marcia e nelle attività quotidiane o sportive. Ma non sempre la soluzione deve essere necessariamente un’operazione chirurgica. Qualche volta un trattamento conservativo che include infiltrazioni dell’anca può essere sufficiente. Specialmente nei giovani e in chi non ha un consumo completo “osso su osso”.

In tutto il mondo si sta tentando di controllare il numero di interventi protesici eseguiti e il primo passo per ritardare il ricorso al bisturi è il trattamento conservativo che si basa su una serie di semplici norme che puntano a ridurre il carico sulle articolazioni, ridurre il peso corporeo, controllare l’infiammazione, mantenere l’arco di movimento e conservare il tono muscolare. Affianco a tutto questo esiste la possibilità di introdurre con infiltrazioni dell’anca dell’acido jaluronico.

Per approfondire e capire meglio cosa è l’acido jaluronico consultate il capitolo di Wikipedia.

Come funziona l’acido jaluronico nell’anca

AcidoJaluronicoL’acido jaluronico ha prima di tutto un ruolo lubrificante. Può essere immaginato come un olio denso che fa muovere nuovamente un cardine arrugginito.

L’anca con l’artrosi ha perso il rivestimento liscio che normalmente è costituito dalla cartilagine sana. In presenza di artrosi, quello che normalmente scivola senza attrito nè rumore comincia a ingripparsi e perdere la fludità del movimento. Se mettiamo qualcosa di lubrificante non curiamo certo la malattia, ma consentiamo a una superficie diventata rugosa di compensare a questo danno iniziale.

Tuttavia, pensare all’acido jaluronico come un solo lubrificante sarebbe molto limitativo. L’azione non è dunque solo meccanica, ma anche biologica. L’articolazione malata non produce più il normale liquido che nutre l’anca. L’acido jaluronico fornisce un ottimo supporto biologico all’articolazione, nutrimento e modulazione dell’attività infiammatoria legata alla malattia dell’artrosi. Per questo motivo l’attività dell’acido jaluronico è un ottimo coadiuvante all’azione di tutte le altre norme per la conservazione del movimento, il calo ponderale e la modificazione delle attività.

Come essere sicuri che il farmaco raggiunga la destinazione durante le infiltrazioni dell’anca

EcografoL’anca è un’articolazione assai profonda, circondata da vasi e nervi, avvolta da una spessa capsula. Pensare di raggiungere l’articolazione con un ago evitando i rischi e puntando direttamente all’obiettivo è assai arduo. Chi ha studiato il problema ha pubblicato lavori che sostengono che infiltrare senza una guida l’articolazione dell’anca è come tirare una monetina: raggiungiamo l’articolazione solo in un caso su due. Per questo motivo, chiunque esegua tale procedura deve utilizzare un sistema di guida per essere sicuro di mettere il farmaco esattamente dove serve.

Due sono le metodiche più diffuse a tale scopo: la radiografia e l’ecografia.

Con l’ecografia si indirizza l’ago e si controlla la sua effettiva presenza all’interno dell’articolazione: solo quando si vede l’ago dentro si inietta il farmaco. E’ un metodo pratico ed efficace, l’unica controindicazione è l’esposizione ad una piccola dose di raggi, i cui effetti negativi sono noti.

La seconda metodologia è la guida ecografica. Con una semplice ecografia si identifica l’articolazione e si segue in tempo reale il percorso dell’ago per raggiungerla. Quando si raggiunge la destinazione si può infiltrare.

Solo guidando la procedura si può essere sicuri dell’accuratezza dell’infiltrazione.

Quante volte si può eseguire infiltrazioni dell’anca durante l’anno

Esistono diversi tipi di farmaco per infiltrazione. Nell’anca, data la posizione profonda e la necessità di organizzarsi per una procedura guidata, si preferisce utilizzare prodotti ad elevato dosaggio o molto densi che persistano più a lungo nell’articolazione. Pertanto si tratta di eseguire secondo due diversi schemi o due infiltrazioni ravvicinate a distanza di 1 mese con l’obiettivo di mantenersi senza sintomi per 1 anno, oppure 3 infiltrazioni una ogni 4 mesi per mantenere una costante supplementazione nell’articolazione.

A seconda del prodotto utilizzato quindi è variabile lo schema terapeutico seguito.

Come sapere se l’acido jaluronico è un’alternativa utile nel mio caso

L’unico modo per sapere con esattezza se le infiltrazioni dell’anca che ha fatto l’amico o il vicino di casa sono adatte anche a me è l’esecuzione di una radiografia del bacino sotto carico (è fondamentale essere in piedi quando si fanno i raggi) e consultare un ortopedico per una visita medica accurata. Infatti la risposta alla terapia infiltrativa può essere molto variabile a seconda del consumo radiografico dell’articolazione e delle condizioni cliniche.

Qualche volta inoltre di fronte a viva infiammazione e dolore può essere indicata l’associazione con altri prodotti che forniscano un’azione antinfiammatoria più rapida.

I pilastri del trattamento conservativo dell’artrosi dell’anca

Affianco alle infiltrazioni dell’anca ci sono altri consigli utili per controllare il dolore:

  • Perdita di peso corporeo: bastano 5 kg persi per sentire un ottimo beneficio.
  • Mantenimento del movimento e rinforzo muscolare: rimanere elastici e forti aiuta a compensare il consumo. Il migliore risultato nell’artrosi si ottiene facendo ginnastica in acqua per non avere infiammazione.
  • Uso di bastoni da trekking nel cammino prolungato.
  • Portare calzature ammortizzanti.
  • Assumere farmaci antinfiammatori solo sotto la supervisione del medico.
Infiltrazioni dell’anca: raggiungere con efficacia l’articolazione per trattare il dolore ultima modifica: 2014-07-05T08:18:08+00:00 da Dott Lorenzo Castellani

Sono un medico, un chirurgo ortopedico. Mi occupo di chirurgia ricostruttiva nello sportivo e in particolare di spalla. Ho una particolare attenzione per la comunicazione con il mio paziente: la conoscenza è il primo passo verso la guarigione.

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